giardino formaleReferenti: Nicola Bressi e Massimo Palma, Assessorato alla Cultura – Servizio Musei scientifici, ortitrieste@comune.trieste.it

L’obiettivo delle attività in programma è accompagnare il passaggio dall’orticoltura all’orti-cultura, ovvero alla cultura degli orti.
Come ci tiene a sottolineare il Sindaco Roberto Cosolini, “il progetto Orti Trieste bene si inserisce nel percorso di sensibilizzazione civica operata da questa Amministrazione, che vuole coinvolgere sempre di più la cittadinanza nei processi di gestione e valorizzazione del bene pubblico. Grazie alla ‘cultura dell’orto’, il gesto antico di lavorare la terra diventa un’azione utile per recuperare alcune aree verdi pubbliche degradate, inutilizzate o comunque di scarso valore ambientale e farle diventare orti urbani, creando così un importante valore aggiunto per la comunità”.

Lo sviluppo di orti urbani viene in sostanza identificato come uno strumento utile a promuovere diverse forme di cultura.

 

Cultura ambientale e paesaggistica:

  • gli orti urbani costituiscono polmoni verdi in città;
  • gli orti urbani si sostituiscono ad habitat degradati, spesso patria di specie infestanti, dannose o allergeniche (ratti, zanzare, ailanti…);
  • gli orti urbani diventano oasi per specie utili, tipiche, o in declino (api, ranocchi, uccelli canori…);
  • gli orti urbani rappresentano un valore aggiunto delle periferie, caratterizzandole e segnandovi la percezione della stagionalità e della tipicità locale.

Cultura della salute e dell’alimentazione:

  • gli orti urbani costituiscono uno dei migliori mezzi per far conoscere e valutare in modo diretto e naturale gusti, sapori e profumi;
  • gli orti urbani rappresentano una dispensa dove cogliere cibi sani e naturali, riportando direttamente la nostra dieta a bilanciarsi in favore dei vegetali;
  • “mente sana in corpo sano!” Coltivare un orto rappresenta un ottimo modo per fare esercizio fisico e mantenere pacificamente attiva la mente integrando progettualità e manualità (è dimostrato che chi coltiva un orto ha una vita mediamente più lunga, rilassata e sana).

Cultura scientifica e naturalistica:

  • gli orti urbani sono palestre esperienziali, dove avvicinarsi alla natura e adoperare di volta in volta basilari concetti di botanica, zoologia, agronomia, meteorologia, astronomia, geometria, fisica, chimica, matematica.

Cultura sociale e civica:

  • un orto urbano non produce scarti indifferenziati; l’orto è recupero, riuso, riciclo, risparmio, economia, pianificazione del tempo e della produzione;
  • gestire un orto urbano vuol dire rispettare regole, limiti e confini; imparare dai propri errori, godere i frutti dei propri sforzi, accettare gli imprevedibili scherzi del clima;
  • gli orti urbani rappresentano uno strumento di vita comune, di confronto, di condivisione, di competizione, di scambio e di integrazione sociale. Un baluardo verde, profumato, rigoglioso e saporito contro la noia, l’inutilità e l’abbandono.

In sinergia con le attività già promosse dall’Assessorato alla Cultura negli ambiti del Museo Civico di Storia Naturale e del Civico Orto Botanico, a partire dalla primavera del 2013 si prevede l’organizzazione di cicli di incontri e seminari teorici e pratici per scuole e orticoltori.
Tali incontri saranno tenuti da esperti dei Musei Scientifici Comunali e del Servizio Verde Pubblico, concentrandosi in particolare su tematiche e tecniche del coltivare sostenibile (uso di antiparassitari naturali, colture adatte a contenere l’uso dell’acqua, compostaggio di scarti, ecc.), al recupero delle conoscenze sulle colture locali tipiche e adatte al clima locale.

Per i corsi in programma vai alla sezione Appuntamenti e news  in questo sito

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